Montegrino | 16 Aprile 2018

A Montegrino insulti e minacce al vigile, “Nessun rispetto né senso civico”

Lo sfogo di un operatore da anni al centro di minacce, telefonate anonime e altri atti intimidatori. "Manca responsabilità, non siamo Polizia di serie B"

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Ciro Monzillo, agente della Polizia Locale di Montegrino Valtravaglia, non ne può più dell’alto tasso di vandalismo e della mancanza totale di senso civico. Tra le vie del paese, la sua funzione istituzionale di vigile è da tempo ostaggio dei più beceri luoghi comuni e le conseguenze, in apparenza sotto gli occhi di ognuno, impattano di continuo contro un muro di indifferenza. Ma non è tutto.

Il pubblico ufficiale, per spiegare le ragioni del suo malessere e di indignazione, derivante dall’impossibilità di svolgere con passione il proprio compito, ha scelto di descrivere il suo stato d’animo tramite Facebook: l’ultimo di innumerevoli tentativi compiuti per indirizzare l’attenzione dei concittadini verso il peso reale delle azioni compiute per la sicurezza e il bene della collettività.

E’ importante che si sappia che la Polizia Locale non fa solo verbali, non è l’ago della bilancia delle casse comunali, non può sempre tollerare alcuni comportamenti e non si diverte a ricevere insulti“, esordisce l’agente sul suo profilo personale. Ma nella storia che il vigile porta in primo piano, attraverso il luogo digitale in cui si muove la gran parte dei pensieri, unita alle emozioni delle persone, il disprezzo per la divisa ha da tempo abbandonato la forma verbale, per approdare a metodi più incisivi nel campo dell’intimidazione.

Il salto di qualità nei piani delinquenziali di soggetti che agiscono nell’ombra, ma per lasciare ben visibili i segni del loro odio, si concretizza già nel lontano 2002, a un anno di distanza dal suo ingresso in servizio a Montegrino. L’auto ammaccata è il “primo premio” per il lavoro svolto, a cui fa seguito un riconoscimento più netto e preoccupante, quando nel 2007 una vettura della Polizia Locale viene incendiata. Il tutto è poi condito da telefonate minacciose rigorosamente anonime, così come sono privi di mittente gli auguri di Natale e di Pasqua, conditi da insulti, che per il 2018 hanno trovato posto sui muri del cimitero del paese, come “Buon Natale di m…, al vigile Ciro la m…”, o “Buona Pascua di gioia al vigile corrotto figlio di tr…”.

Episodi di grande bassezza, anche a livello grammaticale, che formano uno scenario desolante e ingiusto, dentro il quale, sottolinea Monzillo, mancano tutela, solidarietà e consapevolezza dei rischi a cui vanno incontro gli operatori, nel difficile e talvolta imprevedibile compito di pattugliare e proteggere le strade. “Manca responsabilità, rispetto e trattamento equo“, aggiunge Ciro, incredulo per il ruolo di “Polizia di serie B” che in molti assegnano alla “Locale”, noncuranti delle funzioni ricoperte e dei sopracitati pericoli.

Come per ogni lavoro, anche il mio necessita di essere svolto nel miglior modo possibile e con passione, ma spesso l’entusiasmo viene meno e non certo per colpa mia. Fortunatamente tutto passa e si ricomincia”, conclude l’agente Ciro Monzillo, sperando che un post in bacheca possa raccogliere un po’ di noncuranza e trasformarla in denuncia.

 

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